
Repertorio scomposto
Marcello Mantegazza
REPERTORIO SCOMPOSTO
Perché sentiamo il bisogno di annotare date, nomi, appunti, tracciare segni, disegni, testi, repertare eventi e liste della spesa su quaderni, carte e taccuini? Forse è solo un metodo di conoscenza del sé? Una richiesta neanche tanto velata di essere ascoltati? Una pratica legata alla gestione della memoria? O invece è soltanto il tentativo maldestro di lasciare una traccia, la necessità di approcciarsi a una quotidianità trasandata, sgarbata, di cui ormai abbiamo orrore?
“REPERTORIO SCOMPOSTO” di Marcello Mantegazza non pretende di fornire risposte, può al limite generare domande, e lo fa con la strafottenza di chi è disilluso nei confronti della vita.
In mostra cicli di opere quali “Racconti del sonno”, con una versione rieditata appositamente per l’occasione e altre visioni distorte lasciate in brutta copia, provenienti dai taccuini dell’artista, l’impalcatura su cui si regge tutto il suo lavoro. A suo dire. Se c’è da credergli.